Riso Carnaroli contro Basmati: cosa hanno trovato i test
Riso Carnaroli contro Basmati: cosa hanno trovato i test
Riso Carnaroli contro Basmati: cosa hanno trovato i test. Come ridurre l’arsenico fino al 73%
Arsenico, cadmio, pesticidi e micotossine: non tutti i risi sono uguali. Le analisi più recenti mostrano differenze importanti tra Carnaroli e Basmati. E anche il modo in cui cuociamo il riso può fare la differenza.
Il riso è uno degli alimenti più consumati al mondo, ma dietro una semplice confezione possono nascondersi differenze importanti legate alla varietà, alla provenienza, alla coltivazione e alla presenza di eventuali contaminanti.
A fare chiarezza sono i test pubblicati da Altroconsumo nel novembre 2025, che hanno analizzato 15 risi Carnaroli e 8 risi Basmati presenti sul mercato italiano.
E il confronto tra le due tipologie riserva qualche sorpresa.
CARNAROLI E BASMATI: COSA È EMERSO DALLE ANALISI 2025
Il laboratorio ha effettuato controlli molto approfonditi.
Sono stati ricercati:
- arsenico inorganico;
- cadmio;
- oltre 700 sostanze pesticidi;
- aflatossine B1, B2, G1 e G2;
- ocratossina A;
- DON, deossinivalenolo;
- difetti e caratteristiche qualitative dei chicchi;
- corrispondenza tra il tipo di riso dichiarato e quello effettivamente presente nella confezione.
I prodotti del test sono stati acquistati nel maggio 2025 e le analisi sono state effettuate tra giugno e settembre.
CARNAROLI: NEL 2025 UN QUADRO COMPLESSIVAMENTE RASSICURANTE
Per i 15 Carnaroli analizzati, i risultati sul fronte dei contaminanti sono stati nel complesso positivi.
Nessun campione ha superato i limiti di legge per cadmio e arsenico inorganico.
In circa la metà dei campioni il cadmio non è stato rilevato, mentre i valori di arsenico sono rimasti al di sotto delle soglie previste.
Anche per quanto riguarda i pesticidi il quadro è risultato generalmente rassicurante: nella maggior parte dei prodotti non sono stati rilevati residui e, quando presenti, si trattava di quantità molto basse e nei limiti previsti.
Un altro dato importante riguarda le aflatossine: nei Carnaroli analizzati non sono state rilevate.
È stato invece trovato DON, un’altra micotossina, in due prodotti: Delizie dal Sole (Eurospin) e Riso Principe.
Le quantità riscontrate non sono state considerate allarmanti e non rendevano i prodotti non commestibili, ma Altroconsumo sottolinea comunque l’importanza di tenere sotto controllo questo tipo di contaminazione.
Nel test sono emersi anche problemi di qualità e conformità in alcuni prodotti: Curtiriso, Selex, Riso Scotti e Riso Principe non rispettavano uno o più parametri qualitativi previsti.
Particolarmente curioso il caso di Riso Principe: le analisi hanno indicato che il prodotto apparteneva al gruppo dei risi a grani medi e non al gruppo Carnaroli dichiarato.
Questo non significa che questi prodotti siano automaticamente “pericolosi”: si tratta di criticità qualitative o di conformità emerse nei campioni analizzati.
BASMATI: IL RISULTATO È MOLTO DIVERSO
Se il Carnaroli ha superato complessivamente bene i controlli sui contaminanti, il quadro cambia con il Basmati.
Altroconsumo ha analizzato 8 prodotti e nessuno ha raggiunto una qualità complessiva giudicata accettabile nel test.
Il dato più significativo riguarda le aflatossine.
Sono state rilevate in 5 campioni su 8.
Nel Curtiriso Basmati, in particolare, l’aflatossina B1 ha superato il limite di legge.
Quasi la metà dei Basmati presentava inoltre residui di pesticidi. Le quantità rilevate rispettavano i limiti previsti, ma alcune delle sostanze individuate non sono autorizzate nell’Unione Europea.
Il Basmati commercializzato nel nostro Paese proviene prevalentemente da India e Pakistan, mentre il Carnaroli rappresenta una delle varietà caratteristiche della risicoltura italiana.
Questo non significa che “italiano” equivalga automaticamente a “sicuro” o “privo di contaminanti”.
Significa però che origine, filiera e tracciabilità sono elementi che possiamo tenere in considerazione insieme ai risultati delle analisi.
CARNAROLI ITALIANO: PERCHÉ L’ORIGINE È UN’INFORMAZIONE IMPORTANTE
Il Carnaroli nasce in Italia ed è una delle varietà storicamente legate alla nostra risicoltura.
Quando scegliamo una confezione possiamo quindi controllare l’etichetta e verificare l’origine effettivamente dichiarata del riso, senza limitarci al nome italiano del marchio.
Filiera italiana, provenienza chiaramente indicata e controlli indipendenti possono diventare criteri utili per una scelta più consapevole.
Non necessariamente il prodotto più costoso è quello che ottiene il risultato migliore.

E I MIGLIORI CARNAROLI? UNO SGUARDO AL TEST 2024
Prima dell’indagine del 2025, Altroconsumo aveva effettuato nel 2024 un altro importante test su 20 risi Carnaroli.
È proprio questo test che viene ripreso anche nel video di Italia in Scaffale dedicato alle marche di riso.
Tra i prodotti che ottennero risultati particolarmente elevati troviamo:
🥇 LE STAGIONI D’ITALIA – CARNAROLI
80/100
Fu uno dei prodotti al vertice del test 2024, ottenendo il riconoscimento di Migliore del Test e Miglior Acquisto.
Un elemento interessante è anche l’origine italiana dichiarata.
🥇 RISO DEL VÒ – CARNAROLI CLASSICO
80/100
A pari merito con il primo classificato.
È un Carnaroli Classico, prodotto particolarmente interessante per chi cerca una realtà maggiormente legata alla tradizione risicola e una produzione più artigianale.
🥉 RISO ALMO – CARNAROLI
78/100
Anche Riso Almo si collocò ai vertici del confronto del 2024, ottenendo un’ottima valutazione complessiva.
🥇 RISERVA GALLO – CARNAROLI
76/100
Un prodotto molto più facile da incontrare nella grande distribuzione e che ottenne comunque un risultato elevato nel test.
Attenzione però: questi sono risultati del test 2024 e non devono essere interpretati come una classifica del 2025.
I test fotografano determinati prodotti e determinati campioni in un preciso momento. Lotti, forniture e risultati possono cambiare.
RISO BIANCO O INTEGRALE? NON È COSÌ SEMPLICE
Siamo abituati ad associare automaticamente la parola “integrale” a un alimento migliore.
Dal punto di vista nutrizionale il riso integrale conserva gli strati esterni del chicco e presenta generalmente più fibre e alcuni micronutrienti rispetto al riso raffinato.
Ma proprio negli strati esterni del chicco tende ad accumularsi maggiormente l’arsenico.
Durante la raffinazione del riso bianco una parte di questi strati viene eliminata.
Di conseguenza, il riso integrale può presentare concentrazioni di arsenico maggiori rispetto al corrispondente riso bianco.
Questo non significa che il riso integrale faccia male o che debba essere eliminato.
Significa che “integrale” non è sinonimo automatico di “migliore sotto ogni punto di vista”.
Ed esiste un sistema molto semplice per intervenire proprio sull’arsenico.
COME RIDURRE L’ARSENICO DEL RISO FINO AL 73%
Una ricerca dell’Università di Sheffield, pubblicata sulla rivista Science of the Total Environment, ha studiato un metodo di cottura chiamato PBA – Parboiling with Absorption.
I ricercatori hanno ottenuto una riduzione dell’arsenico inorganico di circa:
73% nel riso bianco e 54% nel riso integrale.
Il metodo ha inoltre consentito di preservare meglio diversi nutrienti rispetto ad altri sistemi di cottura con molta acqua.
IL PROCEDIMENTO
- Portare l’acqua a ebollizione.
- Aggiungere il riso e farlo bollire per 5 minuti.
- Scolare completamente il riso e buttare la prima acqua.
È questo il passaggio fondamentale: una parte dell’arsenico passa nell’acqua e viene eliminata.
- Aggiungere acqua pulita.
- Terminare la cottura a fuoco basso facendo assorbire l’acqua dal riso.
Il semplice ammollo del riso non equivale a questo procedimento.
Si tratta quindi di una piccola modifica delle nostre abitudini in cucina che può ridurre significativamente l’esposizione all’arsenico.
🛒 DOVE SI COMPRANO?
LE STAGIONI D’ITALIA – CARNAROLI
Si trova nella grande distribuzione e online. Al momento è presente anche nel catalogo Carrefour, anche se la disponibilità può cambiare da punto vendita a punto vendita.
RISO DEL VÒ – CARNAROLI CLASSICO
È prodotto dalla Riseria La Pila di Isola della Scala (Verona). Si può acquistare direttamente nello shop ufficiale della Riseria La Pila e presso alcuni rivenditori. È disponibile anche in confezioni da 500 g, 1 kg e formati più grandi.
RISO ALMO – CARNAROLI
Si può acquistare direttamente nello shop ufficiale Riso Almo. L’azienda vende online il Carnaroli da 1 kg e altre selezioni della propria produzione.
RISERVA GALLO – CARNAROLI
È il più semplice da reperire nella grande distribuzione. Si trova in diverse catene di supermercati e online; attualmente, per esempio, Riserva Gallo Carnaroli è presente anche nella spesa online Decò.
Un consiglio
La disponibilità può cambiare da zona a zona: cercate sempre il nome esatto della referenza, perché una stessa marca può commercializzare diversi tipi di riso.
E ricordiamo che questi quattro prodotti sono quelli che si sono distinti nel test Carnaroli 2024 citato nell’articolo: non rappresentano una classifica aggiornata al 2025.
ALLORA, QUALE RISO SCEGLIERE?
I dati non devono creare allarmismo.
Il test del 2025 mostra anzi che i Carnaroli analizzati hanno fornito risultati complessivamente rassicuranti sul fronte di arsenico, cadmio e aflatossine.
Il risultato sui Basmati invita invece a una maggiore attenzione, soprattutto per la presenza di aflatossine riscontrata in cinque degli otto campioni analizzati.
Possiamo quindi imparare a guardare qualche informazione in più quando acquistiamo il riso:
origine e filiera, risultati dei test indipendenti, tipologia di riso, etichetta e provenienza.
E possiamo intervenire anche a casa utilizzando un metodo di cottura che aiuti a diminuire ulteriormente l’arsenico.
Non si tratta di avere paura di ciò che mangiamo.
Si tratta di conoscere ciò che portiamo in tavola.
Noi facciamo informazione e divulgazione. Poi la scelta sta a voi.
FONTI
Altroconsumo – Test Riso Carnaroli, novembre 2025
Altroconsumo – Test Riso Basmati, novembre 2025
Altroconsumo – Test Riso Carnaroli, febbraio 2024
Altroconsumo – Metodologia del test sul riso
Università di Sheffield / Science of the Total Environment – studio sul metodo PBA per la riduzione dell’arsenico nel riso
Italia in Scaffale – video dedicato al confronto tra marche di riso e ai risultati del test Carnaroli 2024
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